La storia dell’olio di CBD

Per indagare le radici del cannabidiolo (CBD) bisogna viaggiare indietro migliaia di anni fino alla fine della prima era glaciale. I reperti archeologici hanno mostrato tracce di CBD. La cannabis sativa è stata probabilmente una delle prime colture agricole e, anche se la cannabis ed il CBD sono qualcosa che noi consideriamo essere un fenomeno moderno che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni, la pianta era ben conosciuta all’uomo fin dalla nascita dell’agricoltura 12.000/ 10.000 anni fa.

L’astronomo Carl Sagan, un’icona  scientifica, ha ripetutamente sviluppato teorie sul fatto che la pianta di canapa contenente il CBD potrebbe essere stata una delle prime colture a contribuire allo sviluppo della civiltà così come la conosciamo oggi.

La pianta di canapa è stata utilizzata fin dall’antichità in moltissimi modi diversi. I semi di canapa e l’olio di cannabis, che noi oggi conosciamo come l’olio CBD, sono stati utilizzati già 6000 anni prima della nascita di Cristo in Cina. Vi sono anche prove evidenti del fatto che la pianta di canapa veniva utilizzata in Asia duemila anni dopo, nel 4000 aC. Più tardi approdò anche in Europa grazie ai Vichinghi che trasportarono questa pianta in Scandinavia e ne scoprirono molte benefiche proprietà. All’epoca la gente assumeva il CBD sotto forma di semi di cannabis. Nell’anno 900, fu il turno degli arabi che utilizzarono la canapa per la produzione di carta. Più tardi, arrivarono gli italiani ad usare la sua fibra molto resistente per la creazione di corde.

In contrasto con oggi, dove c’è uno scetticismo generale che aleggia intorno alla pianta di canapa sebbene contribuisca a molte cose positive, nel passato la cannabis fu considerata nel modo giusto e positivo che si merita. Nel 1533 il re d’Inghilterra introdusse una legge che prevedeva una multa a tutti i contadini che non coltivavano piante di canapa per uso industriale. Oggi, la pianta di canapa si sta nuovamente diffondendo soprattutto grazie ai comprovati benefici per la salute che porta con sé. In particolar modo è il principio attivo CBD ad essere diventato popolare. Il CBD aiuta ad esempio contro l’acne, il diabete, la sclerosi multipla, la fibromialgia, il cancro, lo stress post-traumatico, l’epilessia, la schizofrenia ed altro.

L’olio di CBD è legale?

In una pianta di cannabis sono racchiuse svariate sostanze diverse. Da un punto di vista medico, il THC ed il CBD sono le due sostanze più importanti. Il THC, che è l’ingrediente psicoattivo nella pianta, ha un effetto euforizzante. È proprio il THC a rendere illegale la pianta. La sostanza attiva CBD, tuttavia, non ha effetto euforico, cioè non ha il potere di “sballare”. In Italia è perfettamente legale usare l’olio di CBD come medicinale o semplicemente come integratore alimentare.

La cannabis terapeutica può essere acquistata in Italia e nel resto dell’UE ed è perfettamente legale purché contenga solo o quasi il principio attivo CBD. Ciò è stato istituito, tra l’altro, dal diritto commerciale dell’UE. Pertanto, è legale produrre olio con contenuto di CBD ma esente THC (accettabile in Italia con tracce fino allo 0,2%). La sostanza attiva CBD non è legale solo in Europa. Negli Stati Uniti, l’olio di CBD è legale in 44 dei 50 stati.

Olio di CBD e guida

La legge parla chiaro, non si può guidare sotto l’effetto di stupefacenti, inclusa la marijuana. Ma ciò significa che non è possibile guidare mentre si utilizza l’olio di CBD?
NO! Si può tranquillamente guidare un’auto usando l’olio di CBD. Non vi è alcun pericolo a meno che non si utilizzino oli contenenti la sostanza THC. Il CBD non provoca alcuna alterazione sulla mente e nessun impatto negativo su concentrazione o prontezza di riflessi.